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La settima puntata del Podcast di Marketing legale con Paola Parigi

Quale Social Network è meglio per te e per il tuo target?

Nuovo podcast di marketing legale: oggi parliamo dei target della comunicazione dell’avvocato e dello studio legale che possono essere raggiunti attraverso l’uso dei social network.

In particolare dobbiamo focalizzarci su tre aspetti:

  • sui  social network ci si rivolge ad un audience leggermente differente di quella raggiunta attraverso il proprio sito internet;
  • ci sono importanti differenze di target e di approcci comunicativi tra i vari social network (es. Linkedin, Facebook, Twitter, Youtube, Telegram, GoogleMyBusiness ecc.);
  • è fondamentale comprendere e gestire correttamente il mix comunicativo tra pagine istituzionali dello studio legale e quelle dei profili personali dei singoli professionisti.

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Benvenuti al nuovo podcast marketing legale, oggi parliamo dei target della comunicazione dell’avvocato e dello studio legale che possono essere raggiunti attraverso l’uso dei differenti social network.

Ci si rivolge, infatti, ad un’audience leggermente differente da quella raggiunta dal proprio sito internet. Tipicamente ogni canale social è frequentato da persone continuamente diverse che cercano informazioni specifiche più che cercare in modo diretto un determinato studio legale o avvocato.

Passiamo ora ad analizzare un po’ più nel dettaglio i principali social network, cercando di comprenderne le differenze.

Con buona approssimazione potremmo dire che LinkedIn si presta ad essere il social network più in linea con la maggior parte delle attività e degli obiettivi comunicativi del professionista e dello studio legale. Se invece l’attività dello studio si rivolge prevalentemente alle persone e alla famiglia in generale, oppure ai consumatori e in ogni caso a privati cittadini, allora Facebook risulta il social network più adatto ed efficace a raggiungere un tale target di clientela.

Inoltre, a prescindere dalla scelta specifica di un determinato social network, sarà opportuno che lo studio legale abbia una propria pagina istituzionale e che l’avvocato o gli avvocati che vi lavorano abbiano ciascuno il proprio profilo personale.

La pagina istituzionale dello studio legale servirà da contenitore complessivo di tutte le attività istituzionali che già il sito internet racconta e che possono trovare sui social network un eco molto significativo. Il profilo personale, invece, sarà l’amplificatore dei contenuti istituzionali e potrà essere anche utilizzato per fare networking e quindi per creare e rafforzare relazioni più dirette e spontanee nei confronti delle altre persone che sono sul social e creare quell’engagement a cui abbiamo già accennato la volta scorsa.

Gli altri contenitori di tipo social network che possono essere utili alla comunicazione dell’avvocato a mio parere sono YouTube, se lo studio è in grado di confezionare una certa quantità di video come, ad esempio, video tutorial oppure lezioni in formato webinar.

Anche Telegram può essere molto efficace per il broadcasting e la diffusione alla propria rubrica di contenuti che sono già stati pubblicati altrove, ad esempio sul sito internet dello studio legale oppure sulle pagine istituzionali di LinkedIn e Facebook.

Parliamo infine di Google My business, piuttosto sottovalutato ma in realtà potentissimo. Per chi non ne avesse dimestichezza, si tratta di quello spazio che compare sulla destra quando cercate il vostro nome oppure il nome dello studio sul motore di ricerca di Google.  Google riesce ad avere una diretta connessione con il luogo dal quale state compiendo e in automatico identifica le attività presenti in quel luogo e vi propone di rivendicare la titolarità dell’attività presente in quel luogo, cioè del vostro studio legale. Una volta che l’attività presente in quell’area geografica è stata rivendicata, questo spazio può essere ulteriormente completato con informazioni aggiuntive e può essere gestito come se si trattasse di un’altra pagina del vostro sito internet.

Questo strumento è molto potente, soprattutto perché è di proprietà di Google e consente di legare le attività svolte dall’avvocato o dallo studio legale anche al luogo fisico nel quale è esercitata la professione e quindi di apparire, ad esempio, anche nelle svariate ricerche che i vari utenti possono digitare che si svolgono a breve distanza da luogo dell’ufficio del professionista.

Dalla prossima puntata esamineremo ad uno ad uno questi social network, cominciando da LinkedIn e dalla creazione del profilo individuale e della pagina di studio, grazie e alla prossima.

 

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