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Il copyright su internet

Il testo appena uscito per i tipi della casa editrice Maggioli editore, per la collana I manuali del professionista con la direzione scientifica dell’avv. Carmelo Giurdanella, ha l’introduzione di Paola Parigi.

Come proteggere la proprietà intellettuale su siti, blog e social network

di Daniele Marongiu

Il testo appena uscito per i tipi della Maggioli editore, per la collana I manuali del professionista con la direzione scientifica dell’avv. Carmelo Giurdanella, si apre con l’introduzione di Paola Parigi.

Introduzione

La ricerca di Daniele Marongiu, di cui questo volume è il frutto, allarga lo sguardo e apre la mente.
Difficilmente un libro che affronta temi di diritto consente di appassionarsi alla lettura, ma in questo caso l’incontro tra una disciplina risalente, sostanzialmente immutata nel tempo e i nuovi strumenti comunicativi, creano una trama interessante e persino qualche colpo di scena. 

Leggendolo, infatti, accade di prendere coscienza di quanto il nostro mondo sia cambiato e di come questo mutamento abbia, da una parte, radicalmente imposto nuove prospettive anche nell’applicazione della legge e dall’altro, lasciato intoccate certe verità.

La presa di coscienza riguarda il modo pervasivo in cui internet permea l’atto di creare, fruire e apprezzare -anche in senso economico- le opere dell’ingegno e l’arte.

Il mondo non è e non sarà mai più come prima. Come succede in ogni rivoluzione, si fanno vittime innocenti. Intere categorie professionali sono state condannate all’estinzione; altre la rischiano ma hanno la chancedi sopravvivere solo se daranno la corretta interpretazione della loro realtà. 

Le conseguenze di questo cambiamento hanno toccato tutte le nostre vite, mutato lo scenario economico e quelloche ci riguarda più da vicino, il mercato delle professioni intellettuali. 

« It is now aboundantly clear that knowledge workers are the real generators of wealth. They always have been only now they realize it[1]», ammoniva Ian Angell nel suo New Barbarian Manifesto[2]

La formula per sopravvivere all’era della informazione e dell’informatizzazione è «add value or perish[3]» e lo stesso monito riguarda la protezione delle opere intellettuali: il mancato adattamento alle nuove forme di tutela generate dalla Rete è una sconfitta quasi certa.

L’opera è -e continua ad essere- di proprietà di chi l’ingegno lo ha utilizzato per realizzarla, ma, nel mondo di Internet questa verità porta a conseguenze diverse a seconda della volontà, delle finalità, degli strumenti e dei contesti per i quali è realizzata e nei quali viene fruita e persino della qualità dell’opera stessa. Nella scelta della rinuncia totale o parziale alla sua tutela, l’autore mantiene in qualche modo il potere sull’opera.

Il volume offre spunti e conoscenze utilissime per non confondere i piani di protezione e utilizzo della proprietà intellettuale, aiuta a comprendere come si è arrivati a inventare forme di sfruttamento e diritti nuovi per evitare di interrompere il continuo processo creativo di Internet che si alimenta prevalentemente grazie alla condivisione delle idee.

Internet è un luogo non spaziale, al contempo strumento di creazione delle opere e loro pubblico, tutore o spacciatore di quanto vi viene introdotto. È al contempo uno strumento e un mercato, potenziale, per ogni nicchia di gusti e interessi, per questo è in grado di produrre e alimentare, al proprio interno e in modo anche automatico, forme di protezione dagli utilizzi indebiti delle opere originali. 

La Rete non ha solamente coniato nuove forme di condivisione e utilizzo, ma ha coniato vere e proprie opere dell’ingegno che esistono in quanto esiste Internet e su Internet possono essere visualizzate, scaricate, condivise, acquistate, violate e protette.

Letteratura, musica e arti figurative hanno una forma e una sostanza completamente diversa da quella che avevano in passato, grazie, a causa o per colpa di Internet.

La Rete è vitale, apprende, le apparteniamo e ci appartiene allo stesso momento.

Ma proprio perché contiene tutto e il suo contrario, la sua affidabilità, come fonte di conoscenza è decisiva e va protetta e custodita, preservandone il valore , che spesso corrisponde direttamente al prezzo pagato per produrla. La crisi della carta stampata e i diversi -non sempre efficienti- tentativi di reinventarla sulla Rete ne sono un esempio classico.

Chiunque sia testimone di un fatto e possieda uno smartphone diventa potenzialmente giornalista e reporter, ma, allo stesso tempo, mai come ora è stato facile fabbricare notizie false, raccontarle come vere e distrarre -per non dire condizionare- l’opinione pubblica.

Qual è dunque il prezzo che paghiamo per la libertà della Rete? 

Queste considerazioni ci obbligano a riflettere sulle conoscenze necessarie per districarsi nel labirinto dell’informazione e della suggestione memetica, visiva, acustica, multimediale, a cui siamo sottoposti. Ci costringono ad adottare forme di difesa della nostra sfera personale e di quella dei nostri cari, e a operare scelte per continuare ad approvigionarci di scritti, video, musica e altro senza infrangere i diritti di alcuno.

Questa ricerca è molto utile per un professionista che si trovi per ragioni di lavoro ad utilizzare o a affiancare i propri clienti creatori o utilizzatori di opere originali dall’uso indebito su Internet, ma anche per il professionista che si senta anche attore di questo processo.

A sua volta egli può essere infatti autore e fruitore, può entrare a far parte di questo flusso di informazioni e spunti, di innovazione e ricerca e deve conoscere tutti gli strumenti, le licenze alternative al divieto e all’acquisto dei diritti su di un’opera per diventare, bene e presto, “editore di sé stesso”, comunicare in rete, dare di sé un’immagine, fare self brandingper migliorare o preservare la propria reputazione, che oggi sempre più viene acquisita (o perduta) online.

La comunicazione professionale, come quella istituzionale ha la doppia valenza di costruire quel mondo delle idee che fluisce in Rete e di consentire alla domanda di entrare in contatto con l’offerta di servizi e prestazioni intellettuali. Senza comunicare su Internet, un professionista fatica a consolidare la propria reputazione e a fare circolare il passaparola. Per questa ragione, questi strumenti vanno padroneggiati, non subiti.

L’Autore consente di addentrarci in questa costruzione giuridica e meta-giuridica senza perdere il filo e, anzi, illuminando il tragitto con spunti che alimentano una nuova consapevolezza del mezzo, quantomai utile, per non dire necessaria, al professionista di oggi.

Paola Parigi


[1]«È ora abbondantemente chiaro che i lavoratori della conoscenza sono i veri generatori di benessere. Lo sono sempre stati ma solo ora se ne rendono conto».

[2]Kogan Page, London 2000.

[3]«Crea valore aggiunto o perisci» (I. Angell, cit. pag. 59).

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